NaNoWriMo non ti temo!

Novembre si avvicina, per chi si occupa di scrittura con un occhio all’America questo è IL mese della scrittura.

Novembre significa NaNoWriMo (National Novel Writing Month) cioè una sfida a cui tutti gli aspiranti o emergenti scrittori e i blogger americani che si occupano di scrittura partecipano. Sempre più italiani osano… osano lanciarsi in una sfida in cui non ci sono classifiche, il cui unico premio è aver completato la prima bozza del proprio libro. Mica poco, se si considera che per chi vuole fare le cose bene, la prima bozza è difficile e non va mai bene abbastanza.

Il consiglio che tutti danno in questa fase, cioè nella fase della sfida, è quello di non editare mentre si scrive, in modo da non essere ipercritici e scrivere le benedette 1667 parole giornaliere. Questo, infatti, è il numero di parole che porta, alla fine del mese, ad aver completato un testo di 50.000 parole (mediamente 300.000 battute spazi inclusi).

Si inizia a scrivere il 1 novembre e si conclude il 30.

Il primo anno non ho avuto successo, mi sono arenata intorno alle 12.000 parole se non ricordo male… il secondo anno, ho fatto tesoro dell’esperienza e ho portato a termine la sfida.

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Nel corso degli anni, ho pubblicato dei post che possono ora tornare un po’ utili a chi vuole lanciarsi nell’impresa. Ve li raccolgo in modo che possiate ritrovarli più facilmente.

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E quest’anno? Quest’anno non lo so. Non ho preparato nulla, ho solo in mente un’abbozzo di storia. ambientato nello stesso universo degli altri, ma non l’ho minimamente organizzato. Io ho bisogno di vedere gli eventi nel loro ordine sequenziale e “consenguenziale”. Qui ho un inizio, una fine, qualcosa che sta nel mezzo, ma nulla che mi permetta di arrivare a 50000 parole, forse, se sono fortunata e in preda ad un delirio di scrittura, riesco ad arrivare a 10.000. Mi limiterò a guardare, a fare il tifo per i miei compagni dell’anno scorso e ad editare un libro di ricette che mi chiede da anni di essere completato. Anche quella è una bella sfida…

1956. L'anno spartiacque

di Luciano Canfora 1956-lanno-spartiacque

Il XX congresso del PCUS, la rivoluzione ungherese e la sua repressione, la crisi di Suez: tre eventi cruciali fanno del 1956 un anno di grandi trasformazioni.

«Il 1956 va riconosciuto come uno spartiacque tra i più importanti del Novecento. Innanzitutto nella storia del comunismo, per il quale è senza dubbio l’anno-shock, che colpì tutti, i militanti, i simpatizzanti, gli avversari. In quell’anno si produssero due fatti memorabili. Il primo fu la celebrazione a Mosca del XX congresso del Partito comunista durante il quale fu demolita, in sostanza, la figura di Stalin. Questo accadeva a febbraio. […] Stalin era diventato l’uomo simbolo della vittoria della democrazia contro il nazismo e il fascismo e quindi di ogni popolo aggredito, soverchiato dal nazismo. […] Poi, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, ci fu la rivoluzione ungherese, che provocò la reazione militare, dopo qualche esitazione, dell’Unione Sovietica. […] Anche in quel caso si trattava della distruzione di un mito.
«Ma quell’anno fu uno spartiacque anche da un altro punto di vista, da quello, detto sinteticamente, della storia del colonialismo. Perché nel 1956 si verificarono due eventi altrettanto importanti e significativi come quelli occorsi nell’ambito del mondo comunista. Innanzitutto ci fu la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell’Egitto di Nasser, che si riprendeva così un pezzo del suo territorio nazionale, sottraendolo alla concessione franco-inglese che lo aveva governato e posseduto. In seguito a tale gesto verso la fine dell’anno, in concomitanza, quasi in sincronia, con l’invasione dell’Ungheria, ci fu l’occupazione di Porto Said, organizzata dalle truppe di Israele e immediatamente dopo dai paracadutisti inglesi e francesi. La guerra coloniale che da molto tempo non era più praticata dalle grandi potenze, veniva utilizzata daccapo come strumento di sopraffazione».
Dell’anno cruciale, il 1956, e dei suoi fatti, si approssima l’anniversario, con tutte le discussioni e le interpretazioni nuove e vecchie che l’accompagneranno. In queste pagine, Luciano Canfora – nel suo narrare piacevole e nella sua sottigliezza di esperto dell’analisi storica, specialmente quando la storia presenta pieghe oscure – punta a mettere in rilievo un’ambiguità speculare. Quella dell’URSS e delle potenze occidentali nell’appoggiare e contrastare opposti nazionalismi.

 

Titolo: 1956. L’anno spartiacque
Autore: Luciano Canfora
Editore: Sellerio
N° pagine: 192
Genere: romanzo
Costo cartaceo: 13,00
Costo ebook: 8,99
EAN: 9788838935725

 

L'ultimo crimine

di Ben Winters lultimo-crimine

Quando tutto sta per finire
non resta che tenersi la mano, come due sconosciuti
su un aereo che sta precipitando.

Il detective Hank Palace ormai ha rinunciato a quasi tutto nella vita. D’altra parte, i suoi giorni su questa terra sono contati, e non solo i suoi. Ci voleva la più imprevedibile delle catastrofi – non il riscaldamento globale, non il terrorismo, non una nuova guerra mondiale – per segnare la fine del nostro pianeta. Un asteroide dal nome troppo dolce, Maia, per l’impatto disastroso che è destinato ad avere. E mancano solo pochi giorni a quel momento. Ritiratosi nei boschi del Massachusetts, in una casa stipata di provviste, Hank è al sicuro insieme ad altri ex colleghi della polizia di Concord. Ma c’è qualcosa che gli impedisce di restare lì, al riparo da tutto. Sua sorella Nico – l’unica cosa importante che ancora gli resta. Nico è là fuori, convinta, insieme a un gruppo sempre più nutrito di persone, che dietro l’asteroide ci siano motivi ben più complessi (e umani) della fatalità, e che sia ancora possibile salvare la Terra. Ma il tempo è molto poco… sia per Hank, sia per Nico, sia per il pianeta. E Hank dovrà mettere in campo tutto se stesso, e tornare a essere il poliziotto che è sempre stato, per risolvere quest’ultimo, e più grande, mistero.

Titolo: L’ultimo crimine
Autore: Ben Winters
Editore: Piemme
N° pagine: 312
Genere: romanzo thriller
Costo cartaceo: 17,90
costo ebook: 9,99
ISBN: 978-88-566-4220-9

 

March Il padre delle piccole donne

di Geraldine Brooks march-il-padre-delle-piccole-donne
1861, Virginia. La Guerra civile infuria e nel salotto di Augustus Clement, dove un tempo la moglie riceveva gli ospiti, ora sono accampati i feriti delle truppe unioniste. Accovacciato in un angolo c’è anche il cappellano March, che si perde nei ricordi di una notte di vent’anni prima quando, ancora venditore ambulante, era stato ospite di Augustus e aveva scoperto i baci e le carezze di Grace, la bella schiava di colore dei Clement. Per scacciare il turbamento di quella primavera, il cappellano estrae dalla tasca un piccolo involto di seta con un riccio biondo, un ciuffo nero, un ricciolo castano: le ciocche dei capelli di Amy, Beth e Meg, le sue figlie, le sue piccole donne lontane…
Geraldine Brooks rivolge un doppio omaggio a Piccole donne. Da un lato narra quello che nel celebre libro della Alcott è taciuto (l’anno che Mr. March trascorse in guerra) e, dall’altro, modella la figura di quest’ultimo su quella del padre vero della Alcott, Bronson Alcott, uno dei grandi esponenti dell’idealismo americano del XIX secolo con Emerson e Thoreau.

 

Titolo: March Il padre delle piccole donne
Autore: Geraldine Brooks
Traduttore: Chiara Gabutti
Editore: Neri Pozza
N° pagine: 320
Genere: narrativa
Costo ebook: 6,99
ISBN: 9788865593172


«Chi ha amato Piccole donne qui ritrova gli episodi ‘taciuti’ nel romanzo della Alcott».
la Repubblica

«Raffinato gioco letterario, ma anche indagine sentita e partecipata, March si fa leggere come una storia dotata di verità umana».
Famiglia Cristiana

«L’autrice ha amato così tanto Piccole donne che ha voluto rendergli omaggio così».
Donna Moderna

 

I piccoli fuochi

di Ben Pastor i-piccoli-fuochi

Martin Bora, giovane capitano del controspionaggio militare e protagonista fisso dei thriller bellici di Ben Pastor, arriva nella Ville Lumière per svolgere un incarico molto delicato: fare rapporto sulle strane mosse di Ernst Jünger, il grande scrittore, l’eroe della patria, l’amante della guerra, che però ha col regime di Hitler un infido rapporto. E sempre a lui toccherà investigare sulla misteriosa morte, avvenuta in Bretagna, della moglie di un commodoro della Marina del Terzo Reich.

Martin Bora, il nobile soldato della Wehrmacht, sente sempre una grande nostalgia quando è costretto a rivedere, nel fuoco della guerra e nel piombo dell’occupazione, i luoghi dove visse la sua dorata gioventù. Siamo a Parigi, nell’autunno del 1940; Bora era stato inviato nella ex Ville Lumière invasa dagli «amabili conquistatori», per un incarico adatto a un uomo colto come lui: controllare le mosse di Ernst Jünger, il grande scrittore, l’eroe della patria, l’amante della guerra, che però ha col regime di Hitler un infido rapporto. Ma presto, non senza sollievo, lascia la città per una nuova missione. È stata uccisa la moglie bretone, e ricchissima, di un commodoro della Marina del Terzo Reich, per giunta amico del capo supremo dei servizi Canaris, nonché uomo vizioso e dalle molte amanti. In casi come questi le alte sfere si rivolgono a Bora per il suo acume di investigatore, nonostante la sua mente sia troppo libera. In Finistère, Martin rincontra Jünger, che sembra votato a incomprensibili fini, e avvia il suo lavoro affondando lo scandaglio dell’inchiesta nei tanti piccoli fuochi accesi dall’indipendentismo bretone: fatto di tradizionalismo celtico, strani riti, croci calvario e «case maledette». Ma è la pista giusta? A cosa mira il grande Jünger? E chi è veramente quello strano bretone, quel prete spretato capace di riaccendere ad uno ad uno tutti i fantasmi da cui il rigido ufficiale sassone è inseguito? Un paio di altri omicidi indirizzeranno Martin Bora verso la soluzione rivelatrice. Ricchissimo di personaggi e di intrecci, disegnati con minuziosa ambientazione storica, questo romanzo prosegue il disegno letterario dell’autrice Ben Pastor: esplorare, nella luce bruno violacea del giallo d’azione bellica, i meandri della psicologia di un giovane ufficiale tedesco di alta tensione etica, stretto dal desiderio impossibile di conciliare il giuramento d’onore con la decenza del vivere dentro un regime feroce oltre ogni umanità.

 

Titolo: I piccoli fuochi
Autore: Ben Pastor
Editore: Sellerio
N° pagine: 552
Genere: romanzo
Costo cartaceo: 15,00
Costo ebook: 9,99
EAN: 9788838935732
Titolo originale: The Little Fires

 

Le serenate del Ciclone

di Romana Petri le-serenate-del-ciclone
I libri sui padri sono sempre una resa dei conti col morto che, in quanto tale, non parla. Non così questo libro insolito e straordinario, per metà puro romanzo e per l’altra metà memoir familiare, che parte invece dal giorno in cui il futuro padre nasce e ne reinventa la storia. Romana Petri racconta così i sessantatré anni di vita di un uomo, dal 1922 al 1985, ma anche quelli italiani, dal fascismo alla guerra alla ricostruzione al boom economico e oltre. C’è l’infanzia nell’Italia rurale nella campagna vicino a Perugia, e poi l’adolescenza condivisa con una banda di scavezzacollo in quella città allora poco più grande di un paese, tra serenate notturne al balcone della bella di turno ed esuberanti scazzottate coi soldati alleati giunti dopo la liberazione. E poi c’è una Roma carica di promesse, in anni in cui nessuna meta è preclusa: il benessere, le auto sportive, le villeggiature, le conquiste amorose, un successo che pare senza limiti. Infine, la realtà che cancella l’illusione di non poter mai più tornare indietro: la caduta, le crisi, le difficoltà da cui riemergere con la tenacia degli anni formativi.
Mario Petri detto “Ciclone” è un padre ingombrante. È grande e grosso ma capace di coltivare una sua fine sensibilità. Ha l’animo di un cavaliere antico, e il suo futuro sarà quello di un uomo di spettacolo nato per vestire i panni di personaggi eroici tanto nell’opera lirica quanto nel cinema. Intorno a Mario e Lena e ai figli nati dal loro grande amore s’incontrano tanti personaggi famosi, da Maria Callas a Herbert von Karajan, da Sergio Leone a Jack Palance e Tatiana Tolstoj. È un mondo fatto apposta per incantare una figlia che del padre, però, intuisce un lato segreto: l’animo fragile e indifeso in un corpo da gigante. Un padre che sa proteggerla fisicamente ma al quale fare anche un po’ da madre.
Con uno stile vivido e un linguaggio che come musica sa far risuonare gli accenti dialettali di un mondo lontano, Romana Petri riallaccia i fili della memoria di un’Italia scomparsa ma sempre giovane, come il protagonista che l’attraversa. Una storia vera che è anche, e profondamente, la sua storia. E alla forza della scrittura unisce la potenza di emozioni universali che si riverberano sul lettore così come si sono riverberate in lei e nella sua infanzia felice, quella di chi crede nel bene della vita che sta tutto intero laggiù a fare da scudo al futuro.

 

Titolo: Le serenate del Ciclone
Autore: Romana Petri
Editore: Neri Pozza
N° pagine: 592
Genere: narrativa
Costo ebook: 9,99
ISBN: 9788854512085

Romana Petri ha l’energia narrativa, la forza, la determinazione di costruire grandi storie».
Isabella Bossi Fedrigotti, Corriere della Sera

«C’è un profumo nella letteratura di Romana Petri, un profumo che ci piace, e le siamo riconoscenti».
Antonio Tabucchi

«Tra quei pochi scrittori della nostra contemporaneità con una fisionomia espressiva ben riconoscibile e tuttavia ogni volta disponibile al cambiamento e alla sperimentazione, uno dei primi nomi da fare è senz’altro quello di Romana Petri».
L’Indice

 

Vorrei che fossi ancora tu

di Lorenza Bernardi vorrei-che-fossi-ancora-tu

La prima vacanza da sola con il proprio ragazzo è il sogno di tutte, ma per Bea la settimana in tenda con Andrea si è rivelata un vero disastro.
Non sa nemmeno bene il perché, eppure in Corsica sono nate delle incomprensioni e, tornati a casa, i due ragazzi si sono allontanati. Per fortuna lei può aggrapparsi ai suoi storici amici e ai suoi amati libri. E quando per caso entra in Mitubùk, una community di lettori che si scambiano pareri e consigli, conosce un misterioso utente che, guarda caso, le ricorda tanto Emanuele, il ragazzo conosciuto a una festa in discoteca…
Titolo: Vorrei che fossi ancora tu
Autore: Lorenza Bernardi
Editore: Piemme
N° pagine: 256
Genere: romanzo per ragazzi
Costo cartaceo: 16,00
ISBN: 978-88-566-5323-6

 

 

Ognuno muore solo

di Hans Fallada ognuno-muore-solo

Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione nella Germania sotto la doppia angoscia del nazismo e della guerra. Basato su una storia vera è la rielaborazione letteraria dell’inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz’età accusati di avere diffuso materiale anti-nazista.

«Il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo» (Primo Levi). Ognuno muore solo (uscito nel 1947) è basato su una storia vera, rielaborazione letteraria dell’inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz’età. Hans Fallada, massimo autore del neorealismo weimariano, ormai alcolizzato, dipendente da farmaci, ripetutamente incarcerato e rinchiuso in istituti psichiatrici, ricevette l’incartamento da autorità della ricostruzione e scrisse l’opera nel tardo 1946, in ventiquattro giorni, appena prima di morire. Eppure, questo ritratto raggelante, della Germania sotto la doppia angoscia del nazismo e della guerra, è rimasto dimenticato a lungo e vive solo oggi una nuova stagione anche grazie alla trionfale scoperta e pubblicazione in America. Ciò, malgrado possegga, oltre il valore letterario e storico, tutte le qualità che assicurano un’esperienza di lettura toccante. La tensione livida, paragonata al primo Le Carré. L’azione corale di un gran numero di personaggi mai stereotipati, benché più istintivamente gran parte di loro ispirerebbe o repulsione disgustata o eroico entusiasmo. La trasfigurazione, nel racconto oggettivo privo di ogni espressionismo, dell’esperienza ambientale di chi, forse unico tra gli scrittori antinazisti già affermati, non emigrò mai, continuando a respirare il potere totale hitleriano. Una spietata caccia all’uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. E probabilmente le ragioni dell’oblio e della riscoperta stanno appunto nel fatto che è un romanzo sulla resistenza. Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione. Contrastante, quindi, con il luogo comune di un Hitler che non conobbe oppositori tra la gente ordinaria, unita nella colpa collettiva. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Führer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore. L’autore li illumina, scorgendo in loro una specie di coscienza della nazione, rappresentata dai tanti volti intorno, espressioni di un popolo spaccato in due, chi odia e opprime e chi è sepolto nella sua paura.

Da oggi nelle sale cinematografiche italiane il film di Vincent Pérez “Lettere da Berlino” tratto da questo libro.

Titolo: Ognuno muore solo
Autore: Hans Fallada
Editore: Sellerio
N° pagine: 752
Genere: romanzo
Costo cartaceo: 16,00
Costo ebook: 9,99
EAN: 9788838925108
Traduzione dal tedesco: Clara Coïsson
Titolo originale: Jeder stirbt für sich allein

 

Assaggi di lettura di ottobre


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Pausa di assaggi a settembre per riprendere a ottobre con l’inizio dell’autunno un pieno di novità…

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la figlia del faraone la-figlia-del-faraone

Edward. Il mistero del Re di Auramala edward

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The Crown

di Kiera CassThe Crown

Nel regno di Illéa è iniziata una nuova era. E una nuova competizione. A vent’anni di distanza dall’inizio dell’amore tra America Singer e il principe Maxon, infatti, è la loro primogenita, Eadlyn, a doversi confrontare con i trentacinque pretendenti arrivati a Palazzo per conquistarla.
Ora, anche per lei, è arrivato il momento di una scelta. La più difficile e la più importante. E non ci potrebbe essere periodo peggiore per farla. Perché a Palazzo tutti sono sconvolti per i recenti eventi che hanno interessato la famiglia reale, e regna un inquietante silenzio. Eadlyn però sa di non poter rallentare: per il suo bene e quello della sua famiglia, deve portare a termine la Selezione. Adesso. Nonostante tutto. Anche se ai suoi occhi non ha alcun senso. La sua unica e ultima speranza è che, alla fine, in qualche inspiegabile modo, dovere e amore vengano a coincidere. Il tempo stringe, ma il cuore ha sempre un modo tutto suo di sorprenderci…

Si conclude così, con THE CROWN, quinto, romantico e attesissimo capitolo, la serie The Selection: un successo internazionale da oltre cinque milioni e mezzo di copie vendute nel mondo, tradotto in 37 lingue, bestseller n.1 del New York Times e in vetta alle classifiche in 10 Paesi, tra cui Francia, Germania e Brasile.
Ma non è un addio, è solo un arrivederci: il prossimo appuntamento con The Selection è infatti al cinema, con l’annunciato film targato Warner Bros.

Titolo: The Crown
Autore: Kiera Cass
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Serie: The Selection
Collana: Pickwick
Numero pagine: 300
costo cartaceo: 17,90
costo ebook: 9,99
ISBN: 978882006037