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Eccoci al punto

I mesi di lockdown sono stati complicati per tutti, lo sappiamo bene. Alcuni hanno visto rivoluzionate le proprie vite, altri le hanno viste cambiate in maniera drammatica. Tutti abbiamo imparato qualcosa, quantomeno abbiamo imparato come ci si deve lavare le mani. I nuovi ritmi di vita e di lavoro ci hanno obbligati a modificare fortemente la nostra routine, le nostre priorità, e nel mio caso, a superare i limiti che mi ero scioccamente autoimposta.

I miei podcast, che erano il mio modo di raccontare ciò che stavo imparando e ciò che avevo già imparato, hanno dovuto subire una battuta d’arresto, perché semplicemente ho dovuto passare molto tempo in video imparando in un weekend a gestire un aggregatore di contenuti per me nuovo e un sistema di videolezioni. Ora la situazione sta tornando alla normalità, stiamo riprendendo a vederci in presenza, e a utilizzare i nuovi sistemi che abbiamo imparato ad usare integrandoli nelle nostre attività lavorative quotidiane. 

Va detto che nei mesi scorsi io non sono stata totalmente con le mani in mano: da molto tempo avevo il progetto di un libro, raccoglievo materiale e ragionavo sul come utilizzarlo al meglio. Il lavoro frenetico di questo inverno ha permesso di veder sbocciare in primavera un saggio con il mio nome in copertina.

L’esperienza dei podcast, però,  mi è servita per creare un’opera con degli extra. 

Uno di questi extra è l’audio che potete ascoltare in questo post. Si tratta  dell’ultima lettera che Maria Antonietta scrisse alla cognata la notte della sua esecuzione.

I miei podcast riprenderanno, ho già in mente i prossimi argomenti.

NaNoWriMo che cos'è? Come si partecipa?

Il NaNoWriMo, o più semplicemente NaNo, è una sfida che ogni novembre coinvolge scrittori di tutto il pianeta, desiderosi di cimentarsi con una sfida: scrivere un libro da 50000 parole in 30 giorni.

NaNoWriMo

Se volete partecipare, o anche solo dare un’occhiata, il link è questo NaNoWriMo

Ho preparato per voi dei calendari. Sono diversi e intercambiabili. In uno ho colorato diversamente i giorni: il primo colore corrisponde al primo atto, il secondo al secondo e il terzo… avete capito. Idealmente vi dovrebbe dare un’idea della struttura.

Buon NaNo!

Calendario NaNoWriMo 1

Progressi NaNoWriMo

Quanto deve essere lungo un romanzo?

Cominciamo col dire che la lunghezza di un testo non si misura in pagine, ma in cartelle, o meglio in battute, cioè in “caratteri”. In Italia. In America si misura in numero di parole.
In Italia una cartella corrisponde a 30 righe da 60 caratteri ciascuna. In pratica 1800 caratteri, spazi inclusi. Semplice, no? Certamente, se non fosse che per alcune case editrici la cartella corrisponde a 2000 battute. Quindi è meglio chiedere, o se si tratta di un bando di concorso, leggere bene. Ad esempio il bando della Harlequim di qualche giorno fa, indicava le cartelle minime che il testo doveva avere e indicava anche il fatto che si intendevano cartelle da 2000 battute ciascuna.
Che si tratti di cartelle da 1800 o da 2000 battute, un dato non varia: si intendono sempre “spazi inclusi”.

Classificazione delle opere in base alla lunghezza
Viene definito racconto tutto ciò che non supera le 50 cartelle (da 1800 o 2000 battute poco importa), si definisce racconto breve quello che non supera le 5 cartelle.
I racconti sembrano avere poca fortuna sui canali tradizionali (editoria cartacea), a meno che non si tratti di un raccolta di racconti che arriva alla lunghezza di un romanzo tradizionale, le ragioni sono facilmente immaginabili: l’impianto di stampa ha un costo che non viene ammortizzato per un racconto, che non potrebbe essere venduto ad un prezzo elevato…
Hanno invece miglior fortuna sull’editoria digitale che ha costi gestionali minori e prezzi di vendita più bassi. Ci sono anche alcuni canali, o meglio piattaforme, che pubblicano racconti più o meno brevi per lettori che leggono sui mezzi pubblici; una nuova frontiera e una nuova palestra, dunque.
Per quanto riguarda i romanzi, ovviamente si va dalle 50 cartelle in su, tenendo conto che un romanzo normale si aggira intorno alle 150 – 200 cartelle, quindi 50-100 cartelle sono l’equivalente di un romanzo breve. Resta da trovare la definizione di romanzo per le opere comprese fra le 101 – 149 cartelle, ammesso che serva trovarla, ovviamente!

Conversione battute/numero parole
Questa parte riguarda chi frequenta siti e blog americani, come dicevo prima, gli scrittori americani calcolano la lunghezza di un romanzo in base al numero di parole, se qualcuno di voi volesse partecipare al NaNoWriMo (ne parleremo) dovrà letteralmente fare i conti con il numero di parole.
Ho fatto un po’ di calcoli utilizzando come base diversi miei testi e, statisticamente, una parola italiana è mediamente formata da 5 caratteri (+ uno spazio) il che porta il rapporto parole/caratteri= 1/6. Quindi se ho scritto un testo di 300 parole avrò scritto una cartella  (da 1800 battute).

Come calcolo le battute
Fortunatamente tutti o quasi i programmi di scrittura ci aiutano in questo in un modo o nell’altro. Quando vi recensisco le app di scrittura vi indico sempre se c’è la possibilità del calcolo. A volte l’hanno in solo sistema, solo caratteri o solo parole, più spesso in entrambi. C’è poi un’app, writeometer, di cui vi parlerò più avanti, che ci aiuta a tenere il calcolo dei progressi fatti.
Per word si trova in revisioni, ma fidatevi, il mio veeeechio Mac (del 1993) l’aveva nel programma di scrittura.

Lunghezze americane
Non ci riguardano a meno che non si intenda sbarcare oltreoceano con la propria opera, ma in caso è meglio saperlo.
Storia breve: fino a 7500 parole
Racconto: 7500 – 18000 parole
Romanzo breve (Novella): da 18000 fino a 50000 parole
Romanzo normale: oltre le 50000 parole, solitamente però si tratta di  100000 – 110000 parole
In questo caso è inutile fare i conti di conversione, dato che se intendete usarlo per sbarcare oltreoceano, dovrete necessariamente tradurre il vostro testo in inglese e il rapporto parole/caratteri varia da una lingua all’altra.

Giusto per la cronaca, questo testo è formato da 592 parole.

lunghezza opere (online-audio-converter.com)

Il brano musicale in sottofondo è “They Say” licenza CC0

Stampare e pubblicare, c'è differenza!

Questa volta voglio fare chiarezza sulla differenza fra stampare e pubblicare.

Spesso sui gruppi di scrittura trovo persone che confondono le due cose, o non hanno ben chiaro quali siano i paletti della pubblicazione.

stampare e pubblicare

La musica del podcast, come sempre è
“They Say” licenza CC0

Quanto è importante il setting di una scena?

In macchina io ascolto musica o audiolibri, a seconda del momento…

Comunque, fra ciò che ascolto ci sono alcune canzoni di Edith Piaf, una in particolare mi ha ispirato il post di oggi. Non conoscevo il contesto in cui la canzone è nata e grazie a questo ho potuto immaginarmi significati diversi, sia fra loro, sia da quello originale che ho poi scoperto, fra l’altro…Importanza del setting-

La canzone è un monologo, il cinema ci ha abituato all’uso delle canzoni che manifestano i sentimenti e/o i pensieri che il personaggio non riesce a esprimere. Ho immaginato diverse scene e diversi contesti in cui questa canzone può essere usata, quindi, per tradurla in scrittura, ho preso un monologo e ho cercato diverse storie che si costruiscano intorno ad esso, in modo da giustificarlo o CONTESTUALIZZARLO.

Il contesto cambia l’interpretazione di una frase o di un gesto, a maggior ragione di un monologo.

La canzone esprime lo stato d’animo di una donna che ha accettato il suo io, si libera del suo passato, lo “spazza via” e decide di ripartire da zero.

L’ultima frase, in realtà l’ultima strofa, ne è la conclusione.

No niente di niente
no non rimpiango niente
perché la mia vita
e le mie gioie
oggi ricominciano con te”

Ora io ho immaginato la scena in vari modi : una donna che la canta al nuovo amore che si affaccia e spazza via quelli vecchi (la scelta più banale e pensavo fosse quella voluta dall’autore e mi sbagliavo).
Una donna che canta la canzone al proprio bambino appena nato, nato magari da una storia travagliata e non finita bene;
Una donna che canta la canzone davanti allo specchio da toeletta e quindi il “oggi la mia vita ricomincia da te” è riferito alla donna che vede allo specchio, cioè se stessa.

Il testo è forte sia come significati che come forza dei sentimenti. Fare i conti col proprio passato non è facile. Come non lo è per noi, non è una passeggiata nemmeno per i nostri personaggi.

Il contesto in cui inseriamo un monologo, però diventa fondamentale per capirla e per creare la scena al meglio. Interpreta i personaggi, dà loro una dimensione, uno spessore, un passato e, di fatto, un futuro. Il testo scritto può essere bello e emotivamente forte, ma è la sua contestualizzazione a renderlo storia.

Ho usato una canzone perché la riflessione è partita proprio da questa canzone, e fate conto che io tendo a mescolare, almeno nella mente, i vari media espressivi.

Ho cercato anche la traduzione, dato che, se per me il francese non rappresenta un problema, potrebbe essere invece lingua troppo straniera per qualche mio lettore.

Ho preso sia il testo che la traduzione da questo sito: https://www.infinititesti.com.

Vi consiglio comunque di dare un’occhiata al sito, dopo la traduzione, ho trovato la storia della canzone, cosa significasse per la cantante e come poi sia stata successivamente interpretata. Erano aspetti della canzone che io non conoscevo e la cui ignoranza mi ha permesso di “farmi i film” come ho fatto, ma che ora aggiungono al testo nuovi significati e interpretazioni, ovviamente diversi da quelli pensati da me.

Vi va di raccontarmi la vostra esperienza in merito?

 

Non je ne regrette rien (Edith Piaf)

“Non rien de rien
non je ne regrette rien
ni le bien qu’on m’a fait
ni le mal tout ça m’est bien égal

Non rien de rien
non je ne regrette rien
c’est payé, balayé, oublié
je me fous du passé

Avec mes souvenirs
j’ai allumé le feu
mes chagrins, mes plaisirs
je n’ai plus besoin d’eux

Balayés les amours
avec leurs trémolos
balayés pour toujours
je repars à zéro

Non rien de rien
non je ne regrette rien
ni le bien qu’on m’a fait
ni le mal tout ça m’est bien égal

Non rien de rien
non je ne regrette rien
car ma vie, car mes joies
aujourd’hui, ça commence avec toi”.

—————————————————-

Traduzione.

“No niente di niente
no non rimpiango niente
né il bene che mi hanno fatto
né il male, fa lo stesso

No niente di niente
no non rimpiango niente
ho pagato per tutto
è tutto cancellato dimenticato
me ne frego del passato

Con i miei ricordi
ho acceso un fuoco
dispiaceri e piaceri
non mi servono più

Cancellati gli amori
e tutte le incertezze
cancellati per sempre
riparto da zero

No niente di niente
no non rimpiango niente
né il bene che mi hanno fatto
né il male, fa lo stesso

No niente di niente
no non rimpiango niente
perché la mia vita
e le mie gioie
oggi ricominciano con te”.

(Traduzione a cura di Arianna Russo)

LA DONNA FENICE – Violenza (in)finita

Il 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulla donna, è stata pubblicata l’antologia
“LA DONNA FENICE – Violenza (in)finita” progetto che vede i blog Harem’s Book e Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls al fianco dell’associazione DONNE PER LA SICUREZZA ONLUS. L’iniziativa ha coinvolto 18 autrici note al panorama romance italiano le quali hanno prestato la loro penna e la loro sensibilità per la nascita di questa antologia e che regaleranno un messaggio di solidarietà, unità e speranza a tutte le donne. Ecco l’elenco completo di queste incredibili donne:

Federica Alessifb_img_1479902855109
Amélie
Francesca Borrione
Silvia Carbone e Michela Marrucci
Alessandra Cigalino
Nora Cocian
Angela D’Angelo
D’Ascani Federica,
Margaret Gaiottina
Charlotte Lays
Emily Pigozzi
Marta Pilesi
Ellinor Rainwater (Simona Busto)
Patrizia Ines Roggero
Alice Vezzani
Giusy Vitale
Hellen C. Worth

Il ricavato delle vendite (prezzo dell’antologia € 2,99) sarà interamente devoluto in beneficenza all’associazione DONNE PER LA SICUREZZA ONLUS.
L’antologia sarà disponibile su Amazon a partire dal giorno 25 novembre 2016.

NaNoWriMo non ti temo!

Novembre si avvicina, per chi si occupa di scrittura con un occhio all’America questo è IL mese della scrittura.

Novembre significa NaNoWriMo (National Novel Writing Month) cioè una sfida a cui tutti gli aspiranti o emergenti scrittori e i blogger americani che si occupano di scrittura partecipano. Sempre più italiani osano… osano lanciarsi in una sfida in cui non ci sono classifiche, il cui unico premio è aver completato la prima bozza del proprio libro. Mica poco, se si considera che per chi vuole fare le cose bene, la prima bozza è difficile e non va mai bene abbastanza.

Il consiglio che tutti danno in questa fase, cioè nella fase della sfida, è quello di non editare mentre si scrive, in modo da non essere ipercritici e scrivere le benedette 1667 parole giornaliere. Questo, infatti, è il numero di parole che porta, alla fine del mese, ad aver completato un testo di 50.000 parole (mediamente 300.000 battute spazi inclusi).

Si inizia a scrivere il 1 novembre e si conclude il 30.

Il primo anno non ho avuto successo, mi sono arenata intorno alle 12.000 parole se non ricordo male… il secondo anno, ho fatto tesoro dell’esperienza e ho portato a termine la sfida.

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Nel corso degli anni, ho pubblicato dei post che possono ora tornare un po’ utili a chi vuole lanciarsi nell’impresa. Ve li raccolgo in modo che possiate ritrovarli più facilmente.

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E quest’anno? Quest’anno non lo so. Non ho preparato nulla, ho solo in mente un’abbozzo di storia. ambientato nello stesso universo degli altri, ma non l’ho minimamente organizzato. Io ho bisogno di vedere gli eventi nel loro ordine sequenziale e “consenguenziale”. Qui ho un inizio, una fine, qualcosa che sta nel mezzo, ma nulla che mi permetta di arrivare a 50000 parole, forse, se sono fortunata e in preda ad un delirio di scrittura, riesco ad arrivare a 10.000. Mi limiterò a guardare, a fare il tifo per i miei compagni dell’anno scorso e ad editare un libro di ricette che mi chiede da anni di essere completato. Anche quella è una bella sfida…

Come creare un sito autore

Il sito per uno scrittore è non solo un modo per allenarsi a scrivere o mantenere l’allenamento, ma anche un valido mezzo di auto promozione, nonché di vendita, in alcuni casi.
Esistono molte soluzioni in questo caso, alcune sono gratuite, altre non proprio. Le possibilità dipendono anche dal fatto di essere legati o meno ad una casa editrice. Alcune case editrici, le più grandi, prevedono un mini sito per i loro autori, altre non non offrono queste possibilità.
In ogni caso, cosa serve in un sito?
Fondamentalmente bastano tre pagine.
1) Una pagina in cui vi presentate come autori, inserite il vostro curriculum, in pratica, qualcosa che comunque parli di voi e dei vostri interessi, quello che legge chiunque intenda farvi un’intervista per sapere che domande farvi o chiunque abbia letto un vostro libro e/o voglia sapere qualcosa in più su di voi.
2) Una pagina in cui ci siano le presentazione delle vostre opere con i link all’acquisto. Sinossi, copertina, se qualcuno l’ha recensita potete mettere il link alla recensione, ecc…
Il discorso del link di vendita ci dà due possibilità, link alla pagina delle varie librerie on line (Amazon, Kobo, Ultimabooks, Ibs, Bol…), oppure, se abbiamo la possibilità di vendita diretta sul nostro sito, questa diventa la pagina del nostro shop. Ne parleremo in seguito, in quest’articolo, per ora sappiate comunque che le due possibilità non sono entrambe a costo zero. Cioè, la prima può esserlo, la seconda no.
3) Terza pagina, ma non meno importante, la pagina che permette ai vostri lettori di avere un motivo per tornare spesso a trovarvi.
Cosa mettiamo in questa pagina?
Sicuramente l’annuncio dell’uscita delle vostre opere successive e le indicazioni per trovarvi alle varie presentazioni che farete. Ma non limitatevi solo a questo: è tutta autocelebrazione e interessa quasi solo a voi.
E allora, oltre a questo, cosa metterci?
Dipende dal tipo di opere che intendete pubblicare e dal rapporto che cercate con i vostri lettori. Vi indico alcune possibilità, ben sapendo che sono solo alcune e che a voi ne verranno in mente di migliori e più adatte alle vostre opere.
Avete due copertine che vi piacciono e non sapete quale scegliere? Bene, presentatele entrambe sul sito e chiedete un parere ai lettori. Sentirsi coinvolti nella scelta li aiuterà ad interessarsi a voi e soprattutto aiuterà voi ad avere il polso della situazione.
Alcune frasi del vostro libro possono essere delle belle citazioni che potrebbero essere condivise?
Inseritele in questa pagina, in versione testo se non avete abilità grafiche, in versione grafica se siete riuscite a trovare anche solo un’app che vi permette di farlo semplicemente, sempre che non siate maghi di Photoshop, ovviamente.
Potete anche inserire qui alcune pagine, le prime, del vostro libro, in lettura gratuita, in modo da fornire un “assaggio”.
Potrebbe anche succedere che il vostro libro contenga meno parti di quelle effettivamente pubblicate, avete presente le scene tagliate con cui si fanno gli extra dei DVD/Blueray? Ecco, la stessa cosa, magari avete tagliato una scena perché nell’economia della storia rallentava troppo il ritmo. Si può riciclare per il sito, bisogna solo dire dove si inserisce. I fan ringraziano. Non dobbiamo dimenticare il booktrailer, se l’abbiamo fatto, anche lui troverà posto o in questa pagina o in quella in cui presentiamo le opere per l’acquisto.

Altri spunti possono provenire dalla vostra opera e dal tema che tratta, musica, arte, viaggi…
In ogni caso più spesso aggiornate il vostro sito, più i vostri lettori avranno un motivo per tornare e, in pratica, per seguirvi. Tra l’altro questo diventa fondamentale per l’indicizzazione nei motori di ricerca.

All’atto pratico: creazione del sito
Ci sono molti modi, alcuni più professionali, altri adatti al fai da te.
La mia professione non è fare siti, quindi vi guiderò nel fai da te.
Tutti i siti che faccio: questo, quelli dei miei libri, quello che ho fatto per i miei studenti, quelli dei miei hobby… Sono tutti fatti utilizzando la piattaforma di wordpress. E sono tutti gratis, completamente. Nel senso che non ho speso un centesimo per farli.
Gratuito è l’hosting del sito (infatti sono tutti siti .wordpress.com) gratuiti sono i temi (o skin o layout) in pratica l’immagine che il sito da di sé.
Gratuiti, anzi gratuitamente integrati, sono anche i collegamenti con altri social (facebook, twitter, google+, path, tumbl, linkedin) in pratica, tutto ciò che scrivo sul mio sito, automaticamente viene riproposto anche sugli altri social, senza costi da parte mia (nemmeno di tempo).

Procediamo con ordine.
L’hosting.
Come vi dicevo ho scelto un hosting gratuito di wordpress. Ho creato l’account e poi ho creato il blog, ho scelto il nome, il sottotitolo… Ho scelto se renderlo pubblico o privato. Il mio consiglio è quello di tenerlo privato fino a quando non l’avete creato come volete, poi lo rendete pubblico. Potete fare tutto in un paio d’ore, se avete già tutto pronto e conoscete il sistema, potrebbero volerci dei giorni se avete diverse cose da creare.
Quando scegliete il titolo, wordpress vi informa se il nome da voi scelto per il sito è disponibile anche in versione nomedeldominio.com, potete scegliere di acquistarlo subito, o scegliere di farlo in un altro momento. Esattamente quello che ho fatto poco tempo fa, comperando questo dominio.
Una cosa che trovo utilissima di wordpress è la possibilità di programmare gli articoli, cioè io scrivo ora il mio post, lo sistemo, lo formatto come voglio e decido che sarà on line fra tre giorni alle 10 del mattino. Semplicemente, impostando la data e l’ora di pubblicazione. Perfetto, io a quell’ora sto facendo lezione in qualche aula, senza collegamento a internet, (ma tanto non avrei nemmeno il tempo di accendere il cellulare), e il mio articolo, puntuale più del mio orologio, alle 10 ora del blog (quindi circa a mezzogiorno) è on line. La programmazione serve sia a distribuire la presenza, sia a sfruttare quelle ore perfette in cui il nostro articolo potrebbe ricevere la maggior attenzione da parte dei nostri fan.

Tenete conto che la dashboard è il vostro centro comandi. Tutto passa per la dashboard: gli articoli, le categorie, le pagine, il collegamento con i social, e soprattutto il tema. Ovvero l’aspetto grafico.

Il tema
Ci sono fondamentalmente due diverse categorie di temi: quelli gratuiti e quelli a pagamento. Il tema di questo blog è gratuito, così come lo sono quelli scelti per tutti gli altri miei blog.
I temi a pagamento spesso hanno delle ottimizzazioni che i temi gratuiti non hanno, ma non è detto che vi servano. Valutate con calma e soprattutto ricordate che potrete fare delle modifiche anche in seguito.
Ogni tema ha le sue caratteristiche, inserite dei post di prova in ogni pagina che intendete creare in modo da vedere come si presentano in base al tema che scegliete. Fate le prove per scegliere il tema, dato che il modo in cui lo vedete nella presentazione dei temi non è proprio esattamente come viene a voi… Almeno non subito.
Giusto un accorgimento: perché un’immagine si veda in un tema grafico come quello di questo sito, è necessario che la mettiate come “immagine in evidenza” nel post.

Vendita sul sito o dal sito
La possibilità di carrelli di vendita è legata unicamente alle plugin che sono delle applicazioni (gratuite o meno) disponibili solo se il sito non è in hosting gratuito.
In quel caso, non solo ho la possibilità (pagandola) di mettere un carrello nel mio sito quindi non dando la percentuale alle librerie on line, ma posso anche destinare uno spazio pubblicitario, nella mia pagina o nei miei post, alle varie librerie on line. Con i programmi di affiliazione, mi pagano una percentuale sulle vendite di utenti che arrivano al loro sito attraverso il mio.
Se i vostri occhi stanno assumendo la forma degli euro, fateli pure tornare normali: a meno che non abbiate un gran giro di utenti sul vostro sito, non raggiungerete mai la soglia minima di pagamento prevista dai vari siti. Loro comunque avranno fatto le vendite.
Non è un caso che nei miei siti la vendita sia il collegamento al mio libro con la sua pagina nelle librerie on line…

Sicurezza
Alcuni anni fa la biblioteca vivente era un sito su un sotto dominio di un mio sito, in tutto quel tempo è stato hackerato almeno tre volte e ogni volta ho perso tutto. Centinaia di post andati in fumo. Non lo sapevo, ovviamente, ma esiste una funzione per fare il backup dei dati e dei post. È anche la stessa funzione che vi permette di salvare tutto per trasferirlo su un altro dominio.
È la funzione “esporta” che si trova negli strumenti. Potete scegliere il formato e poi salvarlo in una cartella del vostro computer. La frequenza dipende da voi, da quanto spesso scrivete e aggiornate il sito.
Ovviamente, se avete programmato post da qui fino a Natale prossimo, se esportate, vi mantiene le date, attuali e future. Comodo, no?

Vi metterei i link ai miei siti, e sicuramente in una secondo tempo modificherò il mio post in modo da farlo, ma al momento sia il sito di Tir-na-n-Og che il sito del Filo di Platino, sono in creazione, quindi…

Un progetto interessante: L'era dei Robot di marco Paracchini

Qualche giorno fa, un amico (Marco Paracchini) mi ha sottoposto il suo progetto, premesso che spesso siamo a conoscenza dei progetti l’uno dell’altra, questa mi apre un’idea nuova, o meglio, nuova nella mia esperienza. Non  dico che non mi ha fatto suonare le campane a festa, ma è un esperimento e come tale va valutato, anche alla luce dei risultati (spero ottimi) che avrà.

Il mio amico è un poliedrico artista, scrive, insegna storytelling ed è un regista, quindi le sue storie spesso hanno diverse possibilità di vedere la luce…

Ora ha iniziato un progetto nuovo, una light novel e ha lanciato un crowdfunding per il progetto che vuole realizzare. Probabilmente la mia è la scoperta dell’acqua calda, ma se davvero un crowdfunding potesse coprire le spese di un progetto un po’ più azzardato della stampa dei libri on demand?

Intanto vi presento il suo progetto, poi… il tempo darà materia per ragionamenti futuri…

https://www.produzionidalbasso.com/project/lera-dei-robot-light-novel-a-colori/

 

Cosa ho imparato dal mio primo NaNoWriMo

Il mio primo NaNo si è appena concluso. Ed eccomi a farne un bilancio. Giusto per mettere in chiaro: non ho superato le 11.000 parole.
Non pensavo di arrivare a 50.000, anche perché ne ho fatte circa 20.000 in un anno, 50.000 in un mese era impossibile, almeno per me.
In realtà mi ero posta come obiettivo 15000 parole. Quindi non l’ho raggiunto, però ho imparato che senza programmarmi non posso farcela. In altre parole
la parte scritta era costituita da parti che avevo già chiare in testa: era chiaro chi era presente, erano chiari i caratteri dei personaggi, le loro motivazioni. Considerando che ho scritto quasi solo dei dialoghi era tutto ciò che mi serviva.
Il mio lavoro ha creato ulteriori ostacoli, dato che il mese di novembre, per me, era carico di scadenze, ma non è certo a causa di esso che non ho raggiunto le 15.000 parole.
Ho trovato un paio di programmi che mi possono essere molto utili. Uno è a pagamento (ed solo per Mac) e l’altro è gratuito ed è per Windows. Ho scaricato il programma per Windows e ho iniziato ad usarlo.
E mi sono persa.
Nel senso che il resto del mese è andato in progettazione, scene, luoghi, personaggi… Mi sono messa a creare la storia, la parte che mi mancava e ho definito meglio quello che avevo già fatto.
Ho trovato un nuovo modo di lavorare e soprattutto un modo per organizzare le idee. Avevo già un programmino sull’iPad che mi permetteva di fare qualcosa di simile, ma in effetti non era così completo.
Vi parlerò di entrambi i programmi, sia l’app per iPad che il programma per windows. Del programma per Mac posso tranquillamente allegarvi il link. In internet ci so o videotutorial e info grafiche che lo illustrano ampiamente.
L’unico neo di questi programmi è il fatto che trovandosi sul computer non sono comodi per prendere appunti veloci nel momento in cui hai l’idea lampante lontano da casa…
In pratica?
L’anno prossimo se decido di ripartecipare al NaNoWriMo, mi preparo la storia in anticipo. Mi preparo la scaletta definita, i personaggi, definisco bene cosa accade o dovrebbe accadere, in ogni scena… E forse, ma dico forse, arrivo alle 15000 parole…