Versailles, 1725. Nelle sale dorate del palazzo più splendente d’Europa si nasconde un pericolo mortale. La regina Maria Leszczyńska teme che qualcuno stia avvelenando lentamente il suo corpo fragile, ma la verità è ancora più inquietante: una setta di alchimisti, ossessionata dall’idea di creare un “Re Illuminato”, trama nell’ombra per purificare il sangue reale con rituali proibiti.
In suo aiuto giungono due enigmatici stranieri: Julie e Hervé LeClerc. Pittori di corte in apparenza, nascondono un segreto millenario. Vampiri antichi, legati da un amore e da un destino che superano il tempo, si muovono tra balli sfavillanti e catacombe oscure, tra intrighi di corte e magie alchemiche.
Mentre il confine tra luce e tenebra si fa sempre più sottile, Julie dovrà scegliere se rivelare la propria vera natura pur di salvare la sovrana… o rischiare di perdere tutto.
Un romanzo di intrighi, passioni e misteri occulti, dove la storia si intreccia con il fantasy gotico in un’avventura che cattura dall’inizio alla fine.
Nella quiete apparente di una Berlino che respira storia e segreti, un nome sussurrato nel buio riporta alla luce un passato che nessuno ha mai osato guardare in faccia.
Giulia Leclerc, diplomatica antica quanto le alleanze stesse, viene chiamata a indagare su un evento sospetto nella corte berlinese. La morte improvvisa di un alto membro della stirpe immortale cela qualcosa di più di un semplice delitto: una trama sottile, cucita con ago d’argento, che affonda nei decenni della Guerra Fredda e nel cuore della gerarchia vampirica.
In una città che non dimentica e in cui ogni parola è un potenziale tradimento, Giulia dovrà decidere se fidarsi dei propri sensi… o della verità sepolta tra le pagine di un diario scomparso.
Era una bellissima giornata primaverile, di quelle che nel mese di gennaio si possono godere soltanto a Nizza e nelle altre stazioni invernali.
Uno splendido sole entrava per le aperte vetrate e inondava di luce la sala del Grande Albergo di Nizza, dove in quella mattina v’era un’allegria insolita, un movimento di forestieri che uscivano, entravano, si salutavano allegramente e formavano dei crocchi aspettando l’ora della colazione.
Fuori, sulla terrazza, stava un gruppo di fanciulle in contemplazione del mare azzurro solcato da vele bianche e barchette nere; dentro, in un angolo riparato dal vento, il commendatore Paribelli leggeva ad alta voce sul suo giornale i gradi di freddo delle principali città d’Italia e volea far gustare a tutta quella gente la voluttà di trovarsi a 12 gradi Réaumur colle finestre aperte, mentre a Roma il termometro segnava 2, a Milano 5 e a Torino 7 gradi sotto allo zero. Egli era ricco, un po’ avanzato in età e s’era proposto di gustare assieme alla moglie gli anni, e sperava fossero parecchi, che ancor gli rimanevano di vita, e in quel momento si sentiva felice di trovarsi in un ambiente tepido e primaverile, colla prospettiva d’una buona colazione, della quale la moglie, che era andata ad informarsene dal primo cameriere, gli avea recato le migliori notizie.
In piedi, nel mezzo della sala il conte Mattei, appena ritornato da Monte Carlo, narrava gesticolando le vicende d’una partita di giuoco che gli aveva fruttato in quella mattina cinquemila lire, e gli amici lo stuzzicavano per fargli pagare una cena o almeno qualche bottiglia di vino generoso.
Seduto presso ad un tavolino scrivendo una lettera, se ne stava tutto solo un bel giovane biondo, dal tipo nordico, mentre poco lontano una signora inglese consultava il dottor Corradi, professore di medicina, sopra alcuni dolori reumatici che non la lasciavano riposare la notte. Quando, tutt’a un tratto, i discorsi furono interrotti e tutti gli sguardi si volsero verso due signore, che entrate appena attraversarono la sala per recarsi in quella da pranzo.
Una era d’aspetto piuttosto matronale, coi capelli brizzolati, lo sguardo vivace ed il portamento fiero, l’altra, si capiva subito, doveva essere la figlia; era giovane e molto bella, avea una di quelle bellezze che non possono passare inosservate, sia che s’incontrino al passeggio o che entrino in un salotto. Era alta, snella coi capelli dai riflessi dorati, con degli occhi scuri profondi, circondati da ciglia brune che contrastavano stranamente col colore chiaro dei capelli; sarebbe stata meravigliosa se non avesse avuto qualche cosa di stanco ed abbandonato in tutta la persona, la carnagione diafana e il respiro affannoso che la mostravano sofferente.
di Gemma Ferruggia Le riscoperte n°76 Data di pubblicazione: 25 dicembre
La piccola Regina Frescobaldi era sola e pensava. Ella era abituata alla solitudine quanto una donna vecchia, disillusa di tutti e d’ogni cosa: e abituata a pensare per credere di non essere sola.
I bambini dei poveri — quando sono intelligenti — godono di questo privilegio che culla la fantasia, prepara alla virtù del silenzio e alla più bella conquista individuale: bastare a sé stessi.
Tanto come dire che Regina Frescobaldi, quantunque avesse appena nove anni, non era una bambina. Il suo fondo cuore, già pieno di ricordi, non racchiudeva un solo raggio di luce schiettamente infantile. Pareva una posatrice consumata, alle bimbe della sua età: invece era sincera. Ella non sapeva, proprio, né divertirsi, né ridere. La donnina sorrideva, qualche volta: una sfumatura di sorriso che ispirava terrore e pietà agli adulti: le smorte labbra innocenti sembravano fare una concessione alla vita degli altri. E sembravano, anche, aver bevuto il sorriso breve — in cui balenava l’ironia — a una torbida acqua: come se una tragica coppa, ricolma di tossico misterioso, fosse stata offerta alla bocca già dolorosa, già consapevole dei fremiti che trattengono i singhiozzi; delle pieghe amare che sigillano lo sdegno.
L’automobile si fermò in mezzo al cortile e Livio Moltesi-Dauri balzò a terra. Subito, in cima alla breve gradinata di marmo a chiazze verdi, fiancheggiata da due ringhiere di ferro arrugginito, apparve un uomo cinquantenne, qualcosa d’incerto fra il servitore e il contadino, il quale lo esaminò un momento ad occhi socchiusi, curiosamente, prima di scendere ad incontrarlo. Ma quando si risolvette, Livio era già presso di lui e gli chiedeva con un tono impaziente: — Sono in casa le signore? Aveva appena gettato uno sguardo alla grande facciata nera e liscia della casa, aveva appena avvertito il senso di tetra durezza, di malinconica superbia che pareva emanare da quella vecchia costruzione quadrata, su cui le finestre e le porte s’incorniciavano di una larga fascia bianca, staccata e contrastante sul fosco colore delle pareti con un effetto di lugubre fastosità.
Autore: Amalia Guglielminetti Titolo: Gli occhi cerchiati d’azzurro Casa Editrice: Decima Musa Edizioni Collana: Tallia Sottocollana: Le Riscoperte n° 71 Prezzo: 0,99 Formato: epub e mobi Pubblicato il 20 novembre 2023
Poggiata al davanzale della finestra, Claudia guardava il giardino sottostante, la macchia dei pini, il prato contiguo al frutteto. Lo sguardo errava distratto senza fissarsi in nulla; ed anche il pensiero movevasi, ma senza volontà, come in una specie di sogno. Nella mente della giovinetta venivano ricordanze e passavano imagini; nel suo cuore nascevano sentimenti a seconda delle impressioni esterne e del vario mobilissimo gioco dell’associazione delle idee. Era un giorno sul finire d’ottobre; l’aria era serena e tiepida; lontano apparivano le alte vette con una prima spruzzaglia di neve; i prati della campagna, i filari dei platani sui bastioni ingiallivano. I tigli del giardino lasciavano cadere le foglie; ma erano tutti in fiore i tardi arruffati crisantemi, ultima bellezza delle aiuole. Nell’aria era diffuso un odore di foglie morte; le campane d’una chiesa lontana toccheggiavano lente; da tutte le cose veniva il senso di languida mestizia dell’autunno morente; e l’anima di Claudia immalinconiva.
Titolo: La buona sorella Autrice: Anna Vertua Gentile Collana: Tallia Sottocollana: Le riscoperte n°90 Costo ebook: 0,99 Formato: epub, mobi
Il testo raccoglie una serie di novelle che insieme rappresentano le varie sfaccettature dell’essere donna, in un’epoca che non è la nostra, ma con ragioni, sentimenti ed emozioni che travalicano il senso del tempo.
I secoli passano lasciando alle nuove generazioni una eredità di gloria o di dolore, di speranza o di sconforto, e spesso innanzi a diversi ideali, ad altre aspirazioni ed alla lenta ma inevitabile evoluzione del pensiero, della vita, della storia, perdesi il ricordo del tempo lontano; grandi figure scompaiono fra la nebbia, e l’oblio rende ignota l’origine delle nazioni, mentre la mente può smarrirsi se va studiando il lontanissimo passato. Ma non di rado avviene che le leggende, rimaste come prezioso ricordo nella coscienza popolare, conservano fra mille veli, nella semplice loro poesia o nell’epica grandezza il segreto del passato. In questo caso esse stanno come vittoriose vicino alla polve che ricopre ogni altra cosa; sono fiori che olezzano fra le spine, sono faci dalla luce pallida o sfavillante che appariscono fra l’ombra; sono la gloria o il pianto, le sventure o le credenze, l’odio o l’amore dei padri nostri. Esse possono ricordarci le grandi figure di uomini che li beneficarono e il pauroso aspetto dei loro oppressori; il tremendo sembiante delle divinità che andavano placate con orrendi sacrifizii, o la vanità che pareva persona, degli spiriti gentili ch’essi vedevano fra le rose e fra le nubi.
Autrice: Sofia Bisi Albini Le riscoperte n°42 Data di pubblicazione: 7 marzo 2023
di Maria Antonietta Torriani Tornielli Violler (Marchesa Colombi) Le riscoperte n°22 Data di pubblicazione: 14 aprile 2022
C’era un cascinale tra Novara e Trecate, con un tenimento annesso coltivato ad orto. Ci si giungeva per un viale senza alberi costeggiato da una siepe viva di robinie, che metteva nel cortile. In fondo al cortile c’era la casa; dietro la casa si stendeva l’orto. A destra di chi entrava nel cortile passava una fonte, un canale scoperto, che serviva ad irrigare il terreno, a lavare erbaggi e panni, a far diguazzare le oche. La casa somigliava a tutte le case coloniche del basso novarese. Dalla parte della fonte, c’era un fienile, e sotto il fienile la stalla. Nel corpo della casa, ai due lati, s’aprivano due usci a terreno, che mettevano a due cucine. Quella a destra aveva annessa un’altra camera, grande egualmente, che era stata divisa a metà da un tavolato, per farne un forno sul di dietro della casa, ed una stanza da letto sul davanti. Questo alloggio occupava due terzi del piano terreno. L’altro terzo era formato dalla seconda cucina a sinistra. Una scala di legno, all’aperto, metteva ad un balcone di legno anch’esso, sul quale aprivano due usci, sovrastanti a quelli del piano terreno. L’uscio a sinistra metteva in una camera da letto unica, come la cucina di sotto. L’uscio a destra metteva a due camere da letto, una sopra la cucina, l’altra sul forno e sulla cameruccia terrena. Quel cascinale s’affittava in due lotti. Il primo — la cucina e la camera di sopra, con un terzo dell’orto — era passato in parecchie mani, perché era meschinuccio, e non ci si cavava da vivere. Nell’altro più grande, abitava da tempo immemorabile una famiglia Lavatelli, ormai ridotta al babbo ed alla mamma, con un figlio ed una figliola.
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di Carolina Invernizio Le riscoperte n°2 Data di pubblicazione: 14 novembre 2021 (ebook), Febbraio 2026 (cartaceo)
La mezzanotte era ribattuta a tutti gli orologi della città, quando Maria, la bella guantaia di Porta Vittoria, si decise chiudere il suo negozio. Aveva fatto così tardi, perchè era l’ultimo giorno di carnevale e gli avventori non erano mancati. Maria appariva stanca, abbattuta. I suoi grandi occhi azzurri, lieti e brillanti, si mostravano leggermente velati; i capelli finissimi castani, le cadevano in disordine sul collo e sulla fronte; le guancie aveva pallide, la piccola bocca sorridente, un po’ scolorita. Tuttavia era sempre affascinante: un abito di panno verde con corsaletto di panno bianco ricamato in spighetta dorata, dava risalto alla grazia delle tornite spalle e faceva spiccare la vita sottile, flessibile: alla leggiadra semplicità del suo portamento, univa un’altera castità.
Il Circo Alhambra rigurgitava di gente. L’aria era calda: gli spettatori, quasi diritti, rossi, urlanti, applaudivano e sventolavano i fazzoletti. Le fiammelle del gas si agitavano nel soffio crescente di quell’entusiasmo popolare. Grida, rumori, muggiti quasi feroci, uscivano da quella moltitudine sbalordita e commossa. Le signore, vestite di chiaro, si curvavano sui parapetti dei palchi, guardando verso l’arena; gli uomini, in piedi, acclamavano. E l’orchestra seguitava a eseguire una seguedilla malinconica e ardente, che si udiva a tratti, sopra il fragore incessante del pubblico, come il grido di una procellaria sul tumulto di un oceano in tempesta.
Autore: Evelina Cattermole “Contessa Lara” Titolo: L’innamorata Casa Editrice: Decima Musa Edizioni Collana: Tallia Sottocollana: Le Riscoperte n°52 Prezzo: 0,99 Formato: epub Pubblicato il 14 maggio 2023
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