Maestra

di Clarice Tartufari

Maddalena, che aveva per solito l’ aria abbattuta di chi lavora troppo e di chi è costretto a lottare continuamente colle esigenze della vita, in quel giorno mostravasi animata e s’indovinava a prima giunta che la buona donna era felice. Difatto Ginevra, la sua unica e adorata figliuola, era stata ammessa come alunna nella scuola normale, donde sarebbe uscita maestra dopo tre anni. Maddalena non pensava punto alla lunghezza di quei tre anni, agl’incidenti che potevano sopraggiungere ad impedire o ritardare il compimento de’ suoi voti; non si preoccupava dei sacrifizi che lei ed il marito avrebbero dovuto imporsi per sopperire alle spese di libri, di tasse e di vestiti. Le pareva già di formare l’invidia e l’ammirazi one di tutte le mamme de l vicinato, le pareva che Ginevra esercitasse già la sua professione, guadagnando il necessario a mantener sé e la famiglia, senza essere costretta ad economizzare fino il centesimo

Autore: Clarice Tartufari
Titolo: Maestra
Casa Editrice: Decima Musa Edizioni
ISBN: 9791222441238
Collana: Tallia
Sottocollana: Le Riscoperte n°62
Prezzo: 0,99
Formato: epub e mobi
Pubblicato il 18 settembre 2023

Castigo

Un alto e tetro silenzio era nella stanza di Cesare Dias. Egli stava seduto nel seggiolone di cuoio bruno, teneva appoggiati i gomiti sulla grande scrivania di legno scolpito e le due mani gli nascondevano gli occhi e la fronte: si vedean solo i capelli un po’ scomposti e le labbra pallidissime sotto i mustacchi disfatti. Fuori, la triste giornata invernale declinava e tetre si facevano le ombre nell’austera stanza, tetre intorno a quella immobile figura di uomo di cui, nell’alto silenzio, parea non si udisse neanche il respiro. — Eccellenza… — mormorò una voce trepida. Cesare non si mosse: sembrava non avesse inteso. — Eccellenza, perdonate… — ripetette l’esitante e tremula voce. Allora egli, quasi a forza, liberò i suoi occhi e la sua fronte dal velo delle mani e fissò lo sguardo stanco e smarrito sulla cameriera, che lo aveva due volte interrogato. Non avea pianto, Cesare: ma tutto il volto aveva una espressione di stanchezza e di smarrimento. — Come debbo vestirla? — chiese la donna.

Titolo: Castigo
Autore: Matilde Serao

Casa Editrice: Decima Musa Edizioni
ISBN ebook: 9791222430096
Collana: Tallia
Sottocollana: Le Riscoperte n°59
Prezzo: 0,99
Formato: epub e mobi
Pubblicato il 7 agosto 2023

Galateo insegnato alle fanciulle

di Teresa De Gubernatis

A voi giovinette italiane, ch’io amo come figlie; a voi desiderose d’istruirvi, di rendervi migliori, per onorare il nostro sesso, la patria nostra, finalmente risorta a vita libera ed indipendente, a voi dotate d’ingegno e di squisito sentire, queste mie poche pagine offro, nella speranza d’aiutarvi a raggiungere la nobile meta del vostro morale perfezionamento.

Sarò breve, sarò chiara; mi studierò di rappresentarvi dilettevole il mio dire con aneddoti ed esempi tratti possibilmente dalla storia i quali, commentati dalle vostre buone madri e maestre vi invoglieranno, spero, a più serie letture.

E voi, carine mie, siatemi cortesi d’ascolto. È una madre che famigliarmente ed affettuosamente parla a sua figlia, additandole il miglior sentiero, che seguir deve, per rendersi stimata e cara in società, e felice.

Non mi fate subito i visacci, leggendo sul frontespizio del libro. Il galateo insegnato alle fanciulle con esempi storici e morali. Non isfogliatelo svogliatamente, con mala prevenzione credendolo difficile o noioso.

No, fanciulle mie, io mi lusingo anzi di farvi passare qualche ora con diletto, conducendovi a riflettere sul miglior modo di comportarvi in casa, in iscuola, in istrada, in chiesa, al teatro, al ballo, in conversazione ed in tutti i più notevoli casi della vita.

Autore: Teresa De Gubernatis
Titolo: Il Galateo insegnato alle fanciulle
Casa Editrice: Decima Musa Edizioni
ISBN: 9791222441221
Collana: Tallia
Sottocollana: Le Riscoperte n°60
Prezzo: 0,99
Formato: epub e mobi
Pubblicato il 4 settembre 2023

Il castigamatti

di Sfinge alias Eugenia Codronchi Argeli

Dolce è l’autunno a Salsomaggiore, nella gran conca verdolina un po’ arsiccia abbracciata dal gesto amoroso delle sue colline un po’ brulle. I culmini circostanti sono ornati di storiche meravigliose castella, il paese si abbellisce ogni giorno di al berghi sfarzosi, di moderne eleganze, e le viscere della terra sono corse dalle misteriose portentose sorgenti che sono balsamo a tanti mali dell’umanità. La gente d’ogni parte del mondo ivi trae in folla in cerca di salute. Ma specialmente le donne, le donne cui la giovinezza sfugge…. Per que sto Salsomaggiore è un paese autunnale, dolce ma un po’ malinconico. S’incontrano lungo i suoi viali pieni di negozi eleganti, nelle vie del suo borgo, dal suo celebre pasticcere Colombo, su per i sentieri della collina dai bei villini fioriti di rose, specialmente signore eleganti la cui bellezza è vicina a sfiorire…. Moriva ottobre, nel grande poetico parco del vecchio albergo Detraz, il più quieto, il più tradizionalmente perbene del luogo. Gocciavano dai faggi, dai castagni, dai platani foglie gialle, foglie rosse, foglie color ruggine, come una larga pioggia lenta, leggera , vivacemente colorita e pur mesta…. Non c’era più molta gente all’albergo e si erano formate, come sempre accade, dei pochi rimasti, diverse comitive.

Roveto ardente

di Clarice Tartufari

Una rapida, improvvisa folata di vento trasvolò con impeto al dissopra della campagna e tutte le cose, che parevano morte nel tedio di quel pomeriggio autunnale, furono scosse da un brivido lungo, quasi pauroso, mentre il velo fosco delle nubi, violentemente squarciato, si ornava per un attimo di bizzarri fregi luminosi.

Flora, supina presso il tronco contorto di una quercia secolare, rimaneva immobile, con le braccia ripiegate ad arco dietro la testa e con una espressione di godimento intenso diffusa per ogni tratto del volto ancora infantilmente attonito e giulivo.

Perchè aguzzava essa lo sguardo dei profondi occhi cerulei a interrogare il cielo che scendeva sempre più in basso, quasi a toccare la cima degli ulivi, aggruppati a sinistra, verso la collina? Cosa cercava ella al di là delle nubi, che si accavallavano, si sospingevano, si addensavano, si stringevano, si confondevano in mobili montagne sempre più gigantesche, sempre più tetre? Perchè tendeva essa l’orecchio a seguire l’urlo del vento, che, dopo avere scosso i rami degli alberi rabbiosamente, s’insinuava, strisciando furtivo, tra le foglie del canneto?

Quale fantasma attendeva ella che scendesse verso lei dalle nubi o di quale canzone seguiva la eco in mezzo ai sibili del vento?

Flora non attendeva nulla, non ascoltava nulla. A lei bastava di sentirsi vivere.

Il pigiama del moralista

di Amalia Guglielminetti

Il titolo lo lascia supporre abbastanza chiaramente: sarebbe dunque inutile nasconderlo. Il signor Gastone Ferraro, proprietario di tanti titoli di rendita quanti bastano per vivere fingendo di lavorare, onusto di onorificenze e di rispettabilità, moralista ammirato pel suo coraggio puritano e venerato per l’imponenza dei miglioramenti recati al buon costume sociale per mezzo dei suoi comitati e delle sue iniziative, possedeva una caratteristica recondita, ma in compenso molto accentuata. Aveva, cioè, un debole per le donne belle.

Ebe

di Clarice Tartufari

«Ebe! Ebe!»
La fanciulla, riconoscendo la voce aspra e un po’ chioccia della zia Marta, si fermò a sommo della salita di Sant’Onofrio, e accennò con la mano ch’ella entrava nel chiostro.
Al gesto rispose un’altra esclamazione irosa; ma Ebe non vi badò e, mentre il restante della brigatella si avanzava per la viuzza ripidissima, la giovanetta salì rapidamente la gradinata che conduce al chiostro ed entrò nel cortile, muto e deserto in quel pomeriggio dell’ultima domenica di agosto.
Non una voce suonava, non un alito di vento circolava sotto il colonnato quadrangolare, dove la vita pareva sospesa da secoli, come in quei grandi orologi che, dimenticati sulla cima di qualche torre, segnano le stesse ore da tempo immemorabile.
Ivi regnava un raccoglimento così grave e solenne che sarebbe parso di essere in una tomba, se un raggio di sole, che andava obliquamente dall’uno all’altro lato del recinto, non avesse fatto brillare la parete mobilmente diafana de’ suoi pulviscoli d’oro, portando nell’austerità del luogo una nota della gaiezza circostante.
Ebe, diritta, immobile, con la bionda testa immersa nella luce e i grandi occhi azzurri spalancati, restava intenta e sospesa, nella speranza forse che il silenzio le narrasse ignote cose di epoche lontane, o che l’anima dell’infelice poeta, quivi morto da più di tre secoli, avesse serbato per lei sola un canto mai scritto e gelosamente custodito sotto il suggello della tomba.

Anime allo specchio

di Amalia Guglielminetti

Perchè dipingete? Siete voi medesima una creatura d’arte; non avete gesto, espressione, atteggiamento che non sia una pura armonia. Quando vi guardate allo specchio dovete certo scambiarvi con uno dei vostri quadri più belli. Guido Bonaccorsi declamò con parco gesto e con voce suadente le sue frasi semi liriche, affondato in una Savonarola d’ebano intarsiata di madreperla che occupava il vano della grande finestra, e Vally Ranieri, la quale gli volgeva le spalle dipingendo dal vero un enorme fascio di lillà bianchi, scosse la testa biondissima con un riso ed una parola di benevola canzonatura.

Autore: Amalia Guglielminetti
Titolo: Anime allo specchio
Casa Editrice: Decima Musa Edizioni
ISBN: 9791222056869
Collana: Tallia
Sottocollana: Le Riscoperte n°48
Prezzo: 0,99
Formato: epub e mobi
Pubblicato il 14 aprile 2023

Crevalcore

di Anna Radius Zuccari “Neera”

Una vettura di piazza stava ferma attendendo sull’ingresso di Schifanoia. I viaggiatori che avevano visitata la villa, nell’uscire, si voltarono ancora un istante col viso in su a guardare lo stemma degli Estensi nella sua ricca cornice di bassorilievi. La comitiva era composta di un signore attempato colla moglie ancora in buona età e due giovani amici.

— Stupendi gli affreschi — disse il marito.

— Per me — soggiunse la signora prendendo il suo posto a destra nella carrozza — trovo che Schifanoia è bellissima ma poco suggestiva. Preferisco….

— Il castello — interruppe uno dei giovani.

— La prigione del Tasso — soggiunse l’altro.

— Nemmeno. Non saprei precisare, poiché in questa vecchia Ferrara la suggestione si sprigiona quando meno la si cerca. Sono queste grandi case mute, questi orti senza fiori, questi cortili claustrali, questi pozzi che danno una stretta al cuore e le porte, le porte meravigliose che sembrano aperte tutte sopra la reggia del Sogno!

Il cicerone che stava per rinchiudere lo sportello alle parole della signora si fece premura di suggerire, tutto ossequioso e con quell’aria di profondo conoscitore rimastagli appiccicata dal mestiere:

— Se le loro Signorie credono, posso condurle a vedere il più antico monumento della città, diroccato è vero, ma tale che madama lo troverà suggestivo meglio di qualunque altro. Le guide non ne fanno cenno, i forestieri lo ignorano, i cittadini non se ne curano….

— E che diavolo è? — chiese il marito.

— Il palazzo Crevalcore.

— Crevalcore?

Il vecchio signore si pose istintivamente a sfogliare il suo Baedeker.

— Inutile cercarlo in quel libro.

— Allora vuol dire che non merita la pena di andarlo a vedere.

— Secondo. Sa…. i gusti sono diversi. Mi pareva di aver compreso che la signora…. Infine se non vogliono vederlo, padroni loro.

— Andiamo, andiamo! — esclamarono ad una voce i due giovinotti — non sarà poi un gran viaggio.

Autore: Anna Radius Zuccari “Neera”
Titolo: Crevalcore
Casa Editrice: Decima Musa Edizioni
ISBN: 9791222056098
Collana: Tallia
Sottocollana: Le Riscoperte n° 47
Prezzo: 0,99
Formato: epub e mobi
Pubblicato il 7 aprile 2023

Addio, Amore!

di Matilde Serao

Lunga distesa, immobile sotto la bianca coltre del letto, con le braccia prosciolte e le mani aperte, con la bruna testa inclinata sopra una spalla, con un soffio impercettibile di respiro, Anna pareva dormisse da due ore, immersa nel profondo abbandono del sonno giovanile. Sua sorella Laura, che dormiva in un secondo candido lettino da fanciulla, all’altro capo della vasta stanza, aveva quella sera molto prolungata la sua solita lettura notturna, con cui sfuggiva alla conversazione ultima della giornata, fra sorelle. Ma appena l’ombra della lunga e fredda notte d’inverno aveva avvolto le cose e le persone nella camera delle due fanciulle, Anna aveva schiuso gli occhi e li teneva fissi, sbarrati sul letto di Laura, il cui biancore appariva confusamente, anche nell’oscurità.

Autore: Matilde Serao
Titolo: Addio, Amore!
Casa Editrice: Decima Musa Edizioni
ISBN: 9791222056876
Collana: Tallia
Sottocollana: Le Riscoperte n°46
Prezzo: 0,99
Formato: epub
Pubblicato il 21 marzo 2023